giovedì, settembre 30, 2004

La dottrina Bush e il nuovo ordine mondiale

George W. Bush: il primo imperatore

(tratto da: Giuseppe Brindisi, http://www.strategiaglobale.com/)

La fase bellica della questione Irachena è terminata con un incontestabile successo, militare e politico, degli USA.
Nei talk show, non si è fatto in tempo ad amplificare i tristi vaticini dei garbati detrattori delle capacità USA, che Bagdad era occupata.

Il comico ministro della propaganda irachena ha fatto appena in tempo, prima di darsele a gambe, a dire che la Guardia Repubblicana di Saddam si apprestava a fare un’ecatombe di yankee.
L’umanità intera, seduta sulle gradinate virtuali del Colosseo, all’entrata dei carri armati nell’arena di Bagdad guardò verso l’imperatore Bush che, pollice verso, ordinava ai suoi gladiatori di finire i vinti.

Scherzi a parte (mica tanto scherzi, però), il fulmineo disfacimento delle Armate di Saddam sorprese tutti, esperti e non esperti.

I veri esperti, convinti dell’inevitabile sconfitta di Saddam, non riuscivano a spiegare la soppressione di un atto della
tragi-commedia: lo scontro con la terribile Guardia Repubblicana.
Nemmeno la linea Maginot aveva resistito così poco tempo.
La sparizione della Guardia avveniva in tempi da primato Guinness.
La dietrologia spiega anche questo primato: americani e iracheni si erano messi d’accordo. Tutto finto, come lo sbarco sulla Luna.

Le cose stanno diversamente. Le unità corazzate americane avevano ricevuto l’ordine di correre all’impazzata verso Bagdad, come Guderian verso Dunkerque..

L’Armata Irachena era stata paralizzata in una ragnatela. Missili segugi, bombe da tiro a segno, proietti ad elevata perforazione, guerra elettronica, guerra psicologica, aerei A10 (veri e propri cannoni a canne rotanti con intorno un aereo), elicotteri Apache, bombe di profondità terrestri ed altre diavolerie americane, danzavano, ipnotizzavano e, poi, distruggevano gli stralunati pretoriani di Saddam che, messisi in mutande, cercavano scampo nella fuga Azzardo un paragone: i pellerosse avevano maggiori probabilità di resitere;il divario tecnologico era meno abissale.

Ci siamo resi tutti conto che è da pazzi pensare di combattere con armi e forze convenzionali contro gli USA. L’aveva fatto con successo il Vietnam per due motivi:
• Primo (e basterebbe questo) l’appoggio dell’URSS e della Cina;
• Secondo: ambiente giunglo-paludoso del Vietnam.

Si fa presto a dire: l’America, in Vietnam, doveva intervenire subito con il massimo sforzo possibile. E l’URSS e la Cina?
Il mondo era bipolare e ciascun polo, prima di agire, doveva tener conto dell’altro in situazione di equilibrio del terrore.
Ora il mondo è unipolare e, ringraziamo Iddio che gli USA siano una grande Democrazia. Se al suo posto fosse stato il Terzo Reich ora marceremmo tutti a passo d’oca e ci saluteremmo al grido di heil Hitler.

Bush, nel suo discorso al Congresso, (settembre dello scorso anno), aveva illustrato il proprio Disegno Strategico Planetario
Gli intendimenti espressi dal Presidente si possono raggruppare in tre entità:
•rappresentazione della realtà americana nell’ambito di quella planetaria;
•MISSIONE degli USA,
•Disegno Strategico e cioè: come assolvere LA MISSIONE.


La Realtà Americana
Bush così testualmente si esprime:
“Oggi, gli Stati Uniti godono di una posizione di impareggiabile forza militare e di grandioso potere economico e politico…Ora l'America non è più minacciata da Stati conquistatori, ma da Stati perdenti. Non siamo più minacciati da flotte ed eserciti, ma da tecnologie catastrofiche nelle mani di pochi esagitati…L'impronta caratteristica del nostro rapporto con la Russia non è più lo scontro, ma la cooperazione, e i vantaggi di questo cambiamento sono chiari: è finito l'equilibrio del terrore che ci teneva divisi; si è assistito ad una storica riduzione degli arsenali nucleari; e cooperiamo in settori come la lotta al terrorismo e la difesa missilistica, cose che fino a poco tempo fa sarebbero state inconcepibili”


La Missione
“Ma oggi, l'umanità ha tra le mani la responsabilità di far trionfare la libertà a dispetto di tutti i suoi nemici. Gli Stati Uniti accolgono con gioia la responsabilità di guidare questa grandiosa missione”.


COME
“Estendere i benefici della libertà in tutto il pianeta. La nostra strategia completa per combattere le armi per la distruzione di massa prevede: di estendere i benefici della libertà in tutto il pianeta; di mantenere le nostre difese in grado di far fronte a qualsiasi sfida con operazioni preventive di contro-proliferazione, con misure deterrenti e difensive contro la minaccia prima che essa sia sferrata, con:
•(..) rafforzamento delle operazioni di non-proliferazione per impedire agli "Stati canaglia" e ai terroristi di dotarsi dei materiali, delle tecnologie e delle competenze necessarie per le armi per la distruzione di massa.
•(..) Strategie efficaci di gestione delle conseguenze degli effetti di un eventuale utilizzo delle armi per la distruzione di massa da parte di terroristi o Stati ostili.
Bush prosegue:
"... non esiteremo ad agire da soli, se necessario, per esercitare il nostro diritto all'autodifesa colpendo preventivamente i terroristi, per prevenire la possibilità che essi possano arrecare danni al nostro popolo"


Il Presidente definisce «stati fuorilegge» Iraq e Corea del nord, entrambi privi di quelle armi nucleari che invece possiedono Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina, India, Pakistan, Israele. (..) Egli accomuna gli Stati in due categorie: gli alleati ed amici degli Stati Uniti (compresi quelli in possesso di armi di distruzione di massa) e il resto del mondo.
La Cina, pur non essendo in uno stato di conflitto, neppure latente, con gli USA, non può essere annoverata tra i paesi del tutto amici dell’America. Quanto meno per ragioni ideologiche. Rimane un Paese comunista.
Essa potrebbe costituire, in futuro, una gravissima minaccia per gli USA, i suoi Alleati e, soprattutto, per la Russia, con cui vi sono contrasti che risalgono al tempo della Grande Muraglia.

Cosa accadrebbe se i cinesi sviluppassero la capacità di colpire gli Stati Uniti con un attacco nucleare di sorpresa o, addirittura, la capacità di ritorsione nucleare cosiddetta del “secondo colpo” ?

Soffermiamoci un attimo su taluni concetti di strategia nucleare.
Capacità del “primo colpo” è la possibilità di sferrare un attacco nucleare di sorpresa, ma non quella di ritorsione.
Questa capacità ritorsiva generò, fino alla caduta del muro di Berlino, l’equilibrio del terrore.

Ciascuna delle due Superpotenze, pur attaccata di sorpresa dall’altra, conservava la capacità di ritorsione nucleare - cosiddetta del “ secondo colpo”-
Il terrore della distruzione reciproca, e del mondo intero, assicurava la pace.

L’UK, la Francia, la Cina, l’India, il Pakistan, Israele ed altre minori potenze nucleari, non possiedono, rispetto agli USA, la capacità del “secondo colpo”.
Un loro ipotetico attacco nucleare contro gli USA provocherebbe, di certo, la ritorsione nucleare annientatrice dell'America.
Ovviamente, agli Americani, questo vantaggio basta. Bella soddisfazione sarebbe quella di distruggere uno “Stato canaglia” dopo aver subito la distruzione di New York o di Washington.


Le minacce nucleari sono, dunque, di due tipì. Terroristico e Strategico.

•Terroristico, per la possibilità attuale o futura, di impiegare, contro gli USA (ed i loro Alleati), ordigni nucleari tattici della potenza di quelli fatti esplodere su Hiroshima e Nagasaki (20 o 30 Kiloton – un kiloton è pari a mille tonnellate di tritolo-). Tali ordigni potrebbero essere lanciati con missili a medio-corto raggio o con aerei kamikaze o, ancora, fatti esplodere come mine (corre voce che siano scomparse 20 valigette nucleari dell’ex URSS) ;

•Strategico, per l’eventuale attacco, o da parte di potenza dotata di capacità limitata al primo colpo o da potenza capce del “secondo colpo”, per ora inesistente.

E se la Cina sviluppasse la capacità del “secondo colpo”? Con missili balistici intercontinentali?
La dottrina di Bush, a leggerla bene, contiene anche le linee strategiche per fronteggiare questa ipotesi.
Esse si basano sullo sviluppo del cosiddetto “scudo spaziale” e sulla dottrina dell’attacco preventivo. Quando Bush dice “colpiremo per primi…" si riferisce, ovviamente anche a questo.

Quale critica alla dottrina di Bush?
Sembra che non dia il giusto peso, nell’esposizione fatta, a due grandi temi:
•lo svuotamento dall’interno dell’impero USA mediante la snaturazione della identità culturale, religiosa, antropologica, etnica degli USA. L'Islamismo, in analogia alla caduta dell’Impero Romano, fagocitato dal Cristianesimo, possiede le potenzialità ideologiche e di sviluppo demografico per svuotare dall’interno l’Occidente.
I tempi, per questa ipotesi, si calcolano a secoli;
•l’espugnazione pacifica della fortezza Occidente con migrazioni di massa (del livello centinaia di milioni di uomini) dall’Area Cino-indiana.

Bush e le sue teste d’uovo, di certo studiano anche queste sfide e, non passerà molto tempo, diverranno temi geo-politici di attualità.
E gli alleati Europei?
Gli «americani ripongono scarsa fiducia nei loro alleati (...), ad eccezione degli inglesi, escludendoli da ogni attività che non sia il lavoro poliziesco più subordinato» dice Zbigniew Brzezinski, ideatore del jihad anti-sovietico in Afghanistan.

(tratto da: Giuseppe Brindisi, http://www.strategiaglobale.com/)

lunedì, agosto 09, 2004

Aborto: Plaudiamo a Gentile e Sirchia

La proposta sara' presentata a settembre al ministro Sirchia

Aborto, Gentile (FI): ''Ticket dopo prima interruzione di gravidanza''

Il senatore azzurro: ''Pensiamo all'introduzione per le fasce sociali abbienti e per chi e' recidivante''

Lamezia Terme, 7 ago. (Adnkronos) - Un ticket sull'aborto, per le donne che possono pagarlo e per chi e' recidiva. E' la proposta che il senatore Antonio Gentile, di Forza Italia, presentera' a settembre al ministro della Salute, Girolamo Sirchia. ''La legge 194 e' una legge dello Stato che ognuno di noi laicamente rispetta e la cui introduzione ha rappresentato anche la fine di un vergognoso mercato clandestino - afferma Gentile in una nota - ma e' opportuno ripensarne l'impatto in termini di costo e di prevenzione dell'aborto''.

''Pensiamo di poter presentare a settembre - annuncia - un lavoro al ministro Sirchia per l'introduzione del ticket per le fasce sociali abbienti e per chi e' recidivante''. L'idea spiega Gentile e' ''quella di applicare dopo la prima interruzione volontaria di gravidanza un ticket del 50% e di rendere a totale carico della paziente ogni intervento successivo''.Anche perche', sostiene il senatore azzurro, ''ci sono casi di donne che hanno abortito 5 o 6 volte e non si tratta certo di situazioni di degrado sociale''. Secondo Gentile, questi ''sono esempi di incredibile e grave leggerezza che costituiscono un grave rischio per la donna, assumono contorni etici inaccettabili e producono costi ingiusti per la collettivita'''.

Gentile ricorda come ''ogni interruzione volontaria di gravidanza costi 2-3 mila euro allo Stato in un settore, quello della sanita', che oggi non riesce ancora a garantire degna assistenza a tanti ammalati''. E ritiene percio' che il provvedimento ''riporterebbe la discussione sulla prevenzione e sul ruolo dei consultori, in molti casi veri e propri templi di burocrazia, e aiuterebbe a capire il valore della contraccezione, ancora oggi non pienamente compreso''.
(Adnkronos)

Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia si è detto favorevole alla proposta, nel principio che l'aborto non deve essere considerato come una contraccezione, e ha rivelato che vuole rivedere la legge sull'aborto. Bravo!

I soliti Radicali (in particolare Capezzone) hanno detti che "c'e' un talebano al ministero", mentre l'abortista Emma Bonino e il verde (?) comunista Pecoraro Scanio hanno detto che "E' una proposta vergognosa e indecente". Indecente sara' lui, scusate!.

(fonte: Adnkronos)

giovedì, maggio 20, 2004

Il punto di vista dell'AFI sul decreto Urbani

Da piu' parti e in particolare da Mantellini, e da Caravita, si discute del Decreto Urbani che infligge un duro colpo al libero scambio di musica e video online. Un punto di vista diverso e' sicuramente questo:

ASSOCIAZIONE DEI FONOGRAFICI ITALIANI

DECRETO "URBANI" UN PASSO A DIFESA DEI CONTENUTI

Con il Decreto "Urbani" convertito in legge, si è dato un colpo, speriamo efficace, al proliferare di atti illeciti in Internet a danno dei contenuti audiovisivi.

Anche il consumatore dovrà riprendere coscienza che la propria cultura e le proprie tradizioni vanno non solo tutelate ma anche sostenute.

Grazie dunque al Ministro Urbani. Ma grazie anche al Cinema italiano senza il quale, probabilmente, il settore musica da solo non sarebbe riuscito ad ottenere gli stessi risultati.

Non c'è stato timore di scontentare le forti "lobbies" contrarie al decreto, ma si è ascoltato, verificato e approfondito l'appello che più volte AFI, insieme alle altre associazioni, ha lanciato in difesa del diritto.

Ora AFI si aspetta di vedere lo stesso concreto intervento, da parte del Governo, per l'abbassamento dell'aliquota IVA sui prodotti discografici.

Un intervento in tal senso favorirebbe in particolare le piccole medie imprese del settore musicale italiano e sarebbe coerente con l'attuale orientamento fiscale del Governo che, anche grazie ad una chiara posizione dell'On. Fini, intende favorire i ceti medio piccoli.

UFFICIO STAMPA AFI

ASSOCIAZIONE FONOGRAFICI ITALIANI
A.F.I. WWW.AFI.MI.IT
Via Vittor Pisani 10 - 20124 Milano - Italy
Tel. 02 6696263
Fax 02 6705059

giovedì, maggio 13, 2004

newsletter n.6 del Movimento per la Vita Italiano

Ricevo e volentieri publbico dalla parlamentare Olimpia Tarzia del Movimento per la Vita:

Carissimo/a,

mercoledì 5 u.s. il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato, in prima lettura, gli articoli 5 e 6 dello Statuto riguardanti i diritti fondamentali e lo sviluppo civile e sociale.

Come sai, è proprio su questi articoli che si è concentrato il mio impegno, sia nella fase preliminare in Commissione, sia successivamente nel dibattito in Aula, per raggiungere alcuni obiettivi importanti riguardanti la famiglia e la vita.

Innanzitutto voglio ringraziare tutti coloro che hanno voluto rispondere al mio appello di una visibile testimonianza, aderendo alle istanze da me presentate: davvero tantissime sono state, infatti, le e-mail e le lettere che, nei giorni precedenti al dibattito, mi sono pervenute.

Dunque i risultati ottenuti li devo anche a te, alla tua vicinanza, alla tua condivisione convinta.

Sono lieta infatti di comunicarti che abbiamo raggiunto 4 obiettivi su 5!

Nello Statuto Regionale, infatti, all?art.6 si legge: ?Per il raggiungimento dei propri fini di sviluppo civile e sociale, la Regione:

1) riconosce i diritti della famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio e la sostiene nell?adempimento della sua funzione sociale

2) promuove lo sviluppo dell?istruzione in ogni sua forma e grado, della formazione professionale e della cultura, garantendo il diritto allo studio e la libertà di scelta educativa

3) agevola e sostiene le iniziative di utilità sociale poste in essere da associazioni e da organizzazioni di solidarietà e di volontariato

Inoltre, è stata anche accolta la mia richiesta di inserire un articolo aggiuntivo relativamente

4) all?Osservatorio permanente sulle famiglie .

Peccato che la nostra gioia non possa essere piena; infatti, all?art.5 sui diritti fondamentali il massimo ottenuto è stato: ?La Regione riconosce il primato della persona e della vita?.

Certo nelle leggi regionali tale primato può e deve essere declinato nella concretezza. A tale proposito, infatti, nella legge n.32/?01 sulla famiglia, nell?introdurre il quoziente familiare, ricorderai che abbiamo ottenuto che tra i componenti della famiglia vi fosse anche il figlio concepito e la tutela della maternità e del bambino non ancora nato è fortemente presente nella mia proposta di legge di riforma dei consultori familiari che mi auguro venga presto approvata.

Ma il mio emendamento allo Statuto, riguardante la tutela della donna in gravidanza e del figlio concepito, avrebbe certamente rafforzato tale concetto.

Autorevoli componenti della mia maggioranza mi hanno chiesto di ritirarlo, poiché imponeva una visione eccessivamente di parte (?!) . Tale richiesta si è fatta sempre più pressante, pur sapendo che non sarei mai stata disposta a ritirarlo.

Ho cercato di far comprendere a ciascuno di loro l?alto valore in gioco e la grande aspettativa in tal senso, ottenendo, alla fine, l?adesione di 16 consiglieri che hanno voluto apporre la loro firma al mio emendamento. Ho continuato ad avere lunghi e fitti colloqui con molti, anche dell?opposizione, per i quali l?ostacolo insormontabile erano le parole: ?figlio concepito? (forse che una donna in gravidanza non lo è di un figlio? E di che altro, se no?)

Infine, in Aula, il Presidente, pur dichiarando di considerarsi idealmente firmatario del mio emendamento, ha affermato che, mi sarebbe stato molto grato,se avessi rinunciato a tale emendamento per consentire di arrivare ad uno Statuto ?condiviso?.

Ho risposto che non l?avrei ritirato e ne ho argomentato il motivo, chiedendo un voto di coscienza, al di là degli schieramenti politici: la condivisione sarebbe stata possibile solo se da un lato ci fossero stati più convinzione e coraggio e dall?altro meno intolleranza ideologica.

In un?Aula semideserta (presenti solo 6-7 consiglieri della maggioranza e gran parte dell?opposizione), l?emendamento è stato respinto per uno scarto di due voti.

Non ti nascondo l?amarezza e so di condividerla con te: mentre intervenivo in Aula avevo, però, nel cuore la forza del tuo sostegno e negli occhi le tante mamme in difficoltà per una gravidanza che si sono rivolte ai nostri centri di aiuto alla vita chiedendoci di aiutarle a salvare il proprio bambino.

Ma non dobbiamo scoraggiarci!

Sono convinta che quanto è avvenuto ha costretto molti a riflettere e a doversi assumere le responsabilità del proprio comportamento e poi, comunque, lo Statuto non ha completato il suo percorso, essendo solo la prima lettura.Del resto spesso ci ripetiamo quanto ?urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico per mettere in atto una grande strategia a favore della vita? (E.V. n° 95) e questo vale per tutti i contesti, particolarmente per l?ambito politico che non può rimanere neutrale di fronte al diritto alla vita!



Colgo l?occasione di questa mia per darti un?altra importante comunicazione: Carlo Casini, Presidente del Movimento per la vita italiano, si candida nell?UDC alle prossime elezioni europee del 12 ? 13 giugno p.v. per il Collegio elettorale del Centro (Lazio, Toscana, Umbria e Marche).

Certamente già conoscerai il suo impegno, concretizzatosi anche nelle Aule Parlamentari, prima italiane (dal 1979 al 1994) e poi europee (dal 1984 al 1999).

Ben sappiamo quanto oggi, nell?attuale contesto culturale, sia necessario ed urgente un forte e convinto impegno per porre al centro della politica il valore della vita umana e della famiglia, a tutti i livelli istituzionali, dai Consigli comunali, provinciali, regionali al Parlamento italiano ed europeo.

Nell?ambito dell?Unione Europea si stanno affermano preoccupanti tendenze nemiche del diritto alla vita e dell?istituto familiare e, più in generale, della visione cristiana, tendenze che vanno contrastate e vinte attraverso la tenacia di un lavoro parlamentare quotidiano..

Se condividi con me queste riflessioni ti chiedo di aiutarmi nel grande sforzo di mobilitazione necessario per far sì che Carlo Casini, uomo che ha speso la sua vita per la vita, possa essere presente laddove si decide se l?Europa deve essere solo quella dell?euro e degli interessi o anche, e soprattutto, quella della persona umana, dei diritti dell?uomo, delle radici cristiane e dell?azione per la pace e la giustizia.

Per questo mi sento di chiederti di partecipare a questa sfida, molto, molto difficile, poiché i tempi sono scarsissimi e i mezzi ancora meno: l?unica forza che abbiamo è la convinzione personale capace di ?contagiare? chi ci sta intorno.

A tale proposito stiamo organizzando quattro incontri per quattro diverse zone di Roma.

Gli incontri si svolgeranno tutti alle ore 18.oo nei seguenti luoghi:

17-05 mun. II ? III ? IV ? V ? XX Istituto Cristo Re Via Acherusio 71 ( Bus: 310 ? 56)

18-05 mun VI ? VII ? VIII ? IX - X Istituto Maria Immmacolata Via Tor de? Schiavi 150 (Bus: 213 ? 14 ? 5)

19-05 mun XI ? XII - XIII Collegio Serafico Via del Serafico 1 (metro B Laurentina)

20-05 mun I ? XV ? XVI ? XVII ? XVIII - XIX Sala conferenze S. Gioacchino P.za dei Quiriti 17 (Bus: 30 ? 70 ? 81) Metro A Lepanto

Agli incontri saremo presenti sia io che Carlo Casini. Spero tanto che tu possa esserci, e che porterai con te tutti quelli che vorrai coinvolgere in questo impegno nel tuo territorio.

Già da ora comunque, presso la segreteria per l?ufficio elettorale per Roma e provincia : viale Libia 174 - 00199 Roma , tutti i giorni, dalle 9 alle 19 al n° 06 8600242 c?è un punto di riferimento fisso per ogni esigenza o informazione riguardanti la campagna elettorale .

Ti ringrazio per tutto quello che potrai fare.

Olimpia Tarzia

mercoledì, marzo 17, 2004

L'offensiva delle masse grasse

Non so se avete fatto caso ultimamente al proliferare, nei quotidiani "free" e sui principali come il Corriere Della Sera e Repubblica, delle pubblicità per il dimagrimento (non cito le marche anche perché cambiano spesso). Si riconoscono subito perchè sono quelle che da un riquadro solo testuale recitano:

Come far Diminuire il "Grasso" Corporeo

Come riacquistare i "Capelli"

Come avere l'Effetto Ventre Piatto

A me sembrano delle pubblicità truffa. Il fatto è che stanno dovunque, che scrivono in un modo da markettari: quel classico modo con tutte le maiuscole, come

I Ricercatori Americani hanno scoperto un Effetto Riducente nella Cura della Cellulite

I ricercatori QUALI? L'hanno pubblicato su quale rivista scientifica, di grazia? E i numeri ce li vogliamo mettere? Ma no, è ovvio che non c'è nessun riferimento...

Magari sono preparati cosmetici che hanno effetti placebo. L'impressione tipica che ho è che certe parole hanno le virgolette perché c'è il trucco: non riducono il "vero" grasso ma il "grasso", cioè una versione virgolettata che indica che forse faranno ingrassare le tasche di chi le vende, ma non dimagrire chi le compra.

Ora io mi chiedo: perchè questa pubblicità non viene considerata come ingannevole? Probabilmente , stuoli di avvocati avranno usato frasi ad hoc come appunto dicevo sopra: l'uso delle virgolette servirà a farli stare "tranquilli". Ma la cosa che mi fa arrabbiare è che ci saranno stuoli di persone che nelle Farmacie (il maiuscolo è loro) compreranno queste "Pozioni Miracolose". Quando tutti i medici dicono appunto che non esistono le pozioni miracolose. Senza virgolette.