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mercoledì, dicembre 01, 2010

Newsletter di Olimpia Tarzia - novembre 2010





Carissima/o,

 

Papa Benedetto XVI, alla Veglia per la vita nascente celebrata a San Pietro sabato 27 novembre u.s. ha detto: "Esorto i protagonisti della politica(..)a promuovere una cultura sempre rispettosa della vita umana(..)L'embrione non è un cumulo di materiale biologico, ma un nuovo individuo della specie umana(..)Nonostante ci sono tendenze culturali che cercano di anestetizzare le coscienze con motivazioni pretestuose, non c'è alcuna ragione per non considerarlo persona fin dal concepimento”.

Come sempre le Sue parole ci danno forza e illuminano il nostro cammino!

 

Come saprai, presso la Commissione Politiche Sociali del  Consiglio Regionale del Lazio è iniziato l’esame della mia proposta di legge “Riforma e riqualificazione dei consultori familiari”, presentata il 26 maggio u.s. e sottoscritta da 40 consiglieri regionali.

 

La legge istitutiva nazionale 405 dei  consultori familiari risale al ’75 e quella regionale al ‘76: in 35 anni vi sono stati notevoli cambiamenti a livello sociale, sanitario e culturale che impongono oggi una riqualificazione di tali strutture, innanzitutto prendendo coscienza della progressiva perdita della loro istitutiva funzione sociale di sostegno alla famiglia e alla maternità e paternità responsabili.

 

Il vero sviluppo ha un centro vitale e propulsore, e questo è “l’apertura alla vita”: infatti,  “quando una società s’avvia verso la negazione e la soppressione della vita, finisce per non trovare più le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell’uomo. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono” (Caritas in veritate n.28): questa è la convinzione che sta alla base del mio progetto di legge, che considero parte di un progetto culturale e politico più ampio, che guarda lontano, che ha accettato la sfida di testimoniare che è possibile difendere i principi non negoziabili e i fondamenti etici nell’azione politica.  

In questo ritengo di fare mia la considerazione espressa dal Card. Bagnasco nella Prolusione alla 46° Settimana Sociale dei cattolici italiani:”aspettarsi che i cattolici si limitino al servizio della carità perché questa è un fronte  che raccoglie  consensi e facili intese, chiedendo invece l’afasia convinta o tattica su altri versanti ritenuti  divisivi e quindi inopportuni, significherebbe  tradire il Vangelo e quindi Dio e l’uomo.(…)”

 

 

TI RIASSUMO LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELLA PROPOSTA DI LEGGE

 

  1. La “sanitarizzazione” dei consultori è divenuta prassi consolidata e l’unica via per uscirne è una riforma che restituisca loro il ruolo sociale di servizio alla famiglia, alla persona, alla coppia e al minore, facendoli rientrare nei livelli essenziali dell’assistenza sociale, oltre che sanitaria.
  2.  La riforma prevede una rafforzata équipe multidisciplinare, necessaria oggi per affrontare e risolvere la complessità delle problematiche presenti.

3.   Poiché la maternità rappresenta un valore sociale che le Istituzioni sono chiamate a tutelare, è previsto che in ogni consultorio debbano essere garantite le informazioni sui servizi, sugli strumenti di sostegno pubblici e privati e sui luoghi di accoglienza destinate alle gestanti e alle ragazze madri in difficoltà, al fine di sostenere le donne lasciate sole di fronte a una maternità difficile o inattesa e per offrire loro quella tutela che consenta la libertà di non abortire.

 

4.   Ai consultori è affidato il compito obbligatorio, in occasione del colloquio con la donna, di contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all'aborto, anche attraverso un sostegno economico; ai consultori spetta inoltre il compito di esaminare le possibili soluzioni dei problemi e di offrire alternative  all’aborto.

5.    In questa fase -di esclusiva azione preventiva- deve essere prevista la presenza delle associazioni di volontariato impegnate sul territorio nella difesa della vita nascente e della maternità.

6.   Vengono riconosciuti, nell’ottica della sussidiarietà, i consultori promossi da associazioni familiari, di volontariato, diocesani, ecc., nel rispetto delle proprie finalità statutarie e attribuendo loro pari dignità di quelli pubblici, anche tramite forme di accreditamento.

Purtroppo, come sempre accade, ormai, nel nostro Paese quando si affrontano temi quali il diritto alla vita e il valore della famiglia, contro la proposta  si sono scatenati violentissimi attacchi da una certa area culturale ideologica ed arrogante, rappresentata da un veterofemminismo che ben conosciamo, che, diffondendo bugie e sciorinando critiche irrazionali e infondate,  sta lanciando petizioni di raccolta firme contro la legge e  moltiplicando iniziative sul territorio nazionale e sul web, te ne segnalo una fra tante (clicca per visualizzare gli spot contro la legge), convegni, eventi, volantini, manifesti (allegato), mozioni nei vari comuni e municipi. Emblematiche le dichiarazioni di Emma Bonino (clicca per visualizzare)  che esorta una mobilitazione a livello nazionale “contro la legge Tarzia”.

 

Ma le parole del Santo Padre ci sono ancora di conforto: «Sarebbe totalmente falsa e illusoria qualsiasi difesa dei diritti umani politici, economici e sociali che non comprendesse un’energica difesa del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale(…).Nella difesa della vita, non dobbiamo temere l'ostilità e l'impopolarità, rifiutando ogni compromesso ed ambiguità, che ci conformerebbero alla mentalità di questo mondo”. (Papa Benedetto XVI, ai Vescovi Brasiliani, 28.10.2010).

 

Già diverse significative realtà del nostro mondo associativo hanno accolto il mio invito a farsi sentire con una dichiarazione di appoggio, tra queste: il Forum della Associazioni Familiari del Lazio, la Compagnia delle Opere, la Consulta Regionale per la Pastorale Sanitaria, il Movimento Cristiano Lavoratori, l’Associazione Medici Cattolici,  l’Unione Cattolica Farmacisti Italiani, l’Unione Giuristi Cattolici Italiani, l’Istituto di Bioetica dell’UCSC di Roma, il Rinnovamento nello Spirito, Il Movimento dei Focolari-Famiglie Nuove, l’Università Campus Bio-medico, il MOICA, la Società Italiana di Psicologia, il MOIGE, la Confederazione Italiana dei Centri di Regolazione Naturale della Fertilità e stanno pervenendo molte altre importanti adesioni (Puoi trovare le prime dichiarazioni di appoggio nel mio sito: www.olimpiatarzia.it , in home troverai anche il testo della mia proposta di legge ).

 

Giovedì 25 u.s.,  pur tra urla e aggressività, ha fatto sentire la sua voce il presidio pro life  “Sì alla Legge Tarzia” (vedi articolo di Avvenire allegato). Il presidio (organizzato in poche ore), che rappresentava molte realtà regionali e nazionali che sostengono la  proposta di legge  si è posizionato in modo pacifico e sereno nella zona autorizzata dalla Questura, lontano dall’altra manifestazione “contro la legge Tarzia” che si svolgeva davanti alla Regione in via Raimondi Garibaldi. Ad un certo punto della mattinata i partecipanti al corteo di Cobas, centri sociali e gruppi di veterofemministe, evidentemente infastiditi dalla nostra presenza e non avvezzi al confronto con chi ha idee diverse dalle loro, hanno deciso di cambiare il percorso del corteo per passare proprio di fronte alla Chiesa di San Filippo Neri dove si trovava il nostro presidio.

Abbiamo assistito al solito siparietto di gruppi di veterofemministe che in modo arrogante e anche violento (in una manifestazione da loro indetta contro la violenza-sic!) si sono rivolti con modalità e slogans oramai vecchi contro di noi strappando alcuni dei nostri manifesti e lanciando insulti nei confronti di cittadine e cittadini scesi in piazza con il solo intento di manifestare liberamente e democraticamente la propria opinione. (clicca per visualizzare il video della manifestazione delle femministe e il video della manifestazione pro-life).

Siamo di fronte come sempre al modo arrogante, tendenzioso, mistificatorio e autoreferenziale, di far circolare messaggi che sono assolutamente fuorvianti e nulla hanno a che fare con il cuore della mia proposta che come unico scopo ha quello di tutelare la famiglia, le donne e soprattutto la possibilità di essere madri. Quale maggiore violenza  del lasciare sola la donna, di fronte al dramma dell’aborto, non mettendola in condizione di accogliere liberamente la vita?

 

COSA SI PUO’ FARE:

Sono convinta che la proposta di legge ha già in sé un grande valore, perché una volta approvata potrà salvare tante vite umane, ma penso anche che possa rappresentare uno strumento culturale importante, attraverso il quale motivare alla partecipazione, coinvolgere le famiglie e i cittadini  del territorio, avviando iniziative di sensibilizzazione(clicca per vedere l’intervista che ho rilasciato).

 

Per questo ti propongo di:

  1. Inviarmi la tua adesione, cliccando l’icona presente in home sul mio sito: www.olimpiatarzia.it e sollecitare tutte le persone che conosci a fare altrettanto;
  2. Promuovere un Convegno, da tenersi in questa fase a Roma e Provincia, per parlare della legge, al quale cercherò di essere presente, al fine di coinvolgere le famiglie,  le parrocchie, ecc.,
  3. Diffondere e inoltrare il volantino allegato

 

La questione riguarda l’intero nostro Paese.

Il Lazio, infatti, con l’approvazione della legge, sarà capofila di tutte le altre Regioni  che presenteranno il testo nei rispettivi Consigli Regionali. Il Forum Nazionale delle Associazioni Familiari (della cui Commissione Welfare faccio parte) proporrà infatti la proposta di legge come traccia per i suoi Forum Regionali. Inoltre ho avuto modo di presentare la proposta di legge alla recente Conferenza Nazionale della Famiglia promossa dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia del Governo.

 

In un quadro politico generale a dir poco desolante, ci viene chiesto di non rassegnarci, di “alzarci in piedi” e continuare insieme  il cammino intrapreso, perché rinasca la speranza!

So di poter contare, come sempre,  su di te!

 

Olimpia Tarzia

 

lunedì, marzo 15, 2010

Newsletter di Olimpia Tarzia: nel Lazio battaglia del Movimento per la Vita per le Regionali 2010


Carissima/o,

avevo vent’anni quando incontrai per la prima volta il fondatore dei Radicali.
Era il 18 maggio del ’78 e nell’Aula del Senato si stava svolgendo il voto finale sulla legge 194 che ha legalizzato l’aborto in Italia (emanata poi il 22 maggio 1978).
Insieme ad un gruppo di giovani, appartenenti a diversi movimenti ed associazioni, organizzammo un sit-in per la vita e con canti e slogan, manifestavamo la nostra contrarietà al disegno di legge in votazione. Stavamo stipati nella Corsia Agonale (per chi non conosce Roma, è una viuzza prospiciente il Palazzo del Senato) con cartelli e striscioni scritti a mano ed eravamo convinti che una legge così ingiusta non sarebbe mai stata approvata. Col passare delle ore le notizie che ci pervenivano dall’Aula erano sempre meno rassicuranti.
All’improvviso ci comunicarono che Pannella voleva incontrare una nostra delegazione. Entrammo nel Palazzo, in un salottino limitrofo all’Aula da dove sentivamo le voci dei senatori.
Ricordo con estrema lucidità quell’incontro: Marco Pannella, ci fece un lungo discorso, utilizzando al massimo la sua capacità di convincimento e pronunciava parole come “battaglia di civiltà e di libertà”, “conquista delle donne”… poi,  fissandoci negli occhi ed ostentando un largo sorriso affermò:  “Sarà anche grazie a voi, donne e giovani cattolici, che riusciremo a portare a termine queste battaglie.”
Ma non ci convinse. Per niente. Anzi. Da lì a poco fondai con altri  il Movimento per la vita italiano: ad oggi: 600 tra centri di aiuto alla vita e movimenti locali, 80 case di accoglienza, 110.000 bambini strappati all’aborto ed altrettante donne salvate da un dramma indelebile.

In un’intervista recente, Emma Bonino, leader storica dei Radicali, candidata alla Presidenza della Regione Lazio, ha affermato: “non temo di perdere i voti dei cattolici, le grandi conquiste civili di questo Paese, dal divorzio all'aborto, sono state proprio dovute al voto dei cattolici. I clericali e i bigotti probabilmente non saranno contenti, ma non importa. Credo che i cattolici veramente credenti sentano invece questi problemi di libertà e responsabilità personale molto vicini al loro sentire”
Affermazioni da brivido. Per fortuna che c’è la Bonino che ci spiega chi sono “i cattolici veramente credenti”, (che – secondo la sua opinione – la voteranno) e quelli invece “clericali e bigotti” (che non la voteranno). 
Ma, devo dire, non è il discernimento dei cattolici doc secondo Bonino il tema che mi appassiona, ciò che più mi inquieta è il pensiero che possa esistere il rischio reale  di  accettare una provocazione così pesante senza opporre le nostre ragioni, nel silenzio più assordante,  per un mal compreso senso di “tenere i toni bassi”, di non esporsi, di non “reagire alle provocazioni”, in una forma di irenismo fuori luogo, oltre che pernicioso e moralmente inaccettabile.
Non possiamo, non dobbiamo dimenticare che la culturale radicale, maestra nelle mistificazioni, origine del più esasperato individualismo e relativismo,  ha diffuso nel nostro Paese un laicismo intollerante, molto simile al fanatismo religioso; spacciandola come difesa dei diritti umani, ha propagandato una cultura di morte, che sferra i suoi attacchi più forti proprio dove la vita umana è più debole, alle sue frontiere: all’alba e al tramonto, alla vita prenatale e alla vita terminale.
Abilmente mentendo, mistificando, manipolando.

 Renata Polverini, candidata alla Presidenza della Regione Lazio, mi ha chiesto di candidarmi nella sua Lista Civica ed  affiancarla in quest’avventura. Ho accettato con convinzione la sua proposta, particolarmente significativa, per quanto mi riguarda, per il fatto che la candidata concorrente è Emma Bonino, le cui idee e, soprattutto, i valori etici, e ancor prima, la stessa concezione antropologica di cui è portatrice (e su cui è impegnata da anni e che non rinnega in alcun modo) sono esattamente agli antipodi della mie convinzioni e rappresentano tesi culturali e azioni concrete contro le quali combatto da trent’anni. Inoltre, la connotazione della Lista Civica e non di un partito, mi consente di incoraggiare a sostenermi anche le persone che, normalmente, avrebbero scelto un orientamento nell’area politica opposta.

La sfida elettorale del Lazio ha perso i contorni del mero confronto  elettorale  ed è diventata un confronto tra due modi opposti di vedere la vita, la persona, la famiglia, la società, un confronto tra due concezioni antropologiche, ove non trovano spazio le zone franche, le sfumature di grigi, le posizioni intermedie, quel dar ragione un po’ a tutti, accettando come possibili verità tutte le tesi, secondo la prassi del relativismo etico imperante.   
La posta in gioco è troppo alta.
Bisogna prendere posizione:  per la vita o contro la vita,  per la famiglia o contro la famiglia,  per il valore della persona o per l’esaltazione dell’individuo.

Qualcuno afferma che i temi cosiddetti etici non hanno a che fare con le Regioni, che invece hanno più il compito di amministrare.
Vorrei chiarire che non è assolutamente così: la Regione ha ruoli legislativi, ha competenze dirette in materia di sanità, di politiche familiari e sociali, di educazione. Impensabile che provvedimenti legislativi in tal senso siano “neutri”, avulsi da un sistema di riferimento etico di valori, umani e civili.
Saranno, ad esempio, le Regioni a decidere le procedure di somministrazione della pillola abortiva RU486. Il Piemonte ha già deliberato per la libera scelta e l’Emilia Romagna per la somministrazione in Day Hospital: la donna assume la prima pillola in ospedale e poi va ad abortire nel bagno di casa, nella clandestinità più assoluta, nella solitudine più dolorosa e angosciosa.

Nel corso della mia esperienza nel Consiglio Regionale del Lazio dal 2000 al 2005, come Presidente della Commissione Politiche Familiari e Pari Opportunità e Presidente dell’Osservatorio Regionale Permanente delle Famiglie, sono stati numerosissimi i provvedimenti legislativi inerenti le politiche familiari. Una tra tante la legge sulla famiglia 32/2001, ove ho voluto inserire il quoziente familiare e il riconoscimento del figlio concepito quale componente della famiglia: una legge dalla ricaduta pratica concreta, ma che, senza dubbio, sottende un sistema di valori molto chiaro.

Dobbiamo avere chiara consapevolezza di quali sono i valori in gioco, siamo tutti coinvolti, siamo tutti candidati, per una Regione che sappiamo cosa non vogliamo che diventi.
Non sentirla come responsabilità personale, che ci interpella direttamente, renderebbe vana oltre che  illegittima ogni protesta o indignazione dopo.
Bisogna avere il coraggio di dire che il voto a Emma Bonino è assolutamente inconciliabile con le convinzioni morali di un credente: la sua candidatura rappresenta una provocazione intollerabile, sferra un attacco durissimo, culturale prima che politico, alla visione cristiana della  vita e della società, all’antropologia cristiana. Le sue convinzioni morali e le conseguenti posizioni politiche sono talmente radicalmente in conflitto con quelle cristiane che un cristiano non può avere dubbi sul decidere da che parte schierarsi. La sua vittoria significherebbe la vittoria di una cultura, di un modo di concepire la vita e la morte, la dignità della persona, la società, assolutamente inconciliabile con la cultura e la fede cristiana e rispetto alla quale, anzi, c’è bisogno di una vera e propria mobilitazione, di tutti i cattolici, chiamati, in questa occasione, ad una scelta fondamentale, indipendentemente dall’orientamento politico cui sono solitamente predisposti.
 È il momento di scegliere da che parte stare, con quale visione del mondo schierarsi: se con Dio, senza Dio, o perfino contro Dio.
Nessun cristiano può rifugiarsi o nascondersi dietro l’alibi, trasparente, illegittimo, di una neutralità morale che non può essere affatto invocata per giustificare un voto elettorale che, in questo caso, non è irrilevante sul piano etico.
 In poche parole, votare Emma Bonino significa, nei fatti, aderire ad un umanesimo che, nella prospettiva cristiana, è disumano e disumanizzante.

Ecco perché sono scesa in campo. Mi sono candidata per contrastare con tutte le mie forze questa possibile drammatica deriva, perché guardando i miei figli sogno per loro e per la loro generazione una società molto diversa da quella propostaci dai radicali.
Faccio un appello in particolare ai cristiani perché sentano sulla loro pelle la responsabilità di questa campagna elettorale e la pericolosità che deriverebbe dalla affermazione di quanto, a parole e a fatti, abbiamo sempre combattuto.
Se condividi il mio pensiero, ti chiedo di condividere con me  una campagna elettorale fatta alla luce del sole, senza timidezze né imbarazzi, proponendo apertamente il mio nome.

Mi rivolgo a te perché, insieme, abbiamo condiviso e condividiamo tante battaglie a difesa della vita e della famiglia.
 Penso al Movimento per la vita, al Comitato per la Famiglia, al Ce.F.E.S., (Centro di Formazione ed Educazione della Sessualità), alla W.W.A.L.F., (World Women’s Alliance for Life & Family), ai Consultori di ispirazione cristiana, alle comunità ecclesiali parrocchiali e diocesane, ai movimenti e alle associazioni, alle donne e agli uomini di buona volontà incontrati nel lungo cammino  che ci ha visto impegnati insieme, in diverse modalità, in diversi periodi, ma con la stessa determinazione nel far prevalere la verità sull’uomo e sulla sua incomparabile dignità e con lo stesso spirito di servizio verso i più deboli e i più indifesi. Nel convincimento che temi come il diritto alla vita, il valore della famiglia, la solidarietà verso i più deboli non abbiano e non debbano avere un colore, nel 2008, abbiamo “provocato” la politica con la lista al Senato di Giuliano Ferrara “Aborto? No, grazie” in cui ero capolista in diverse Regioni: battaglia fondamentalmente culturale, che costrinse gli esponenti delle varie forze politiche ad esprimersi e a  confrontarsi con un tema storicamente cancellato dalle campagne elettorali perché considerato “politicamente scorretto”.
La mia storia personale ha fatto sì che potessi affrontare queste sfide sia nel mondo sociale e culturale del volontariato  – da più di trent’anni -, sia nel mondo politico-istituzionale, nei cinque anni di mandato elettorale in Consiglio Regionale del Lazio dal 2000 al 2005.

Mi rivolgo a te, perché vorrei tanto saperti al mio fianco anche in questa determinante sfida!
Abbiamo messo in campo tutta la mobilitazione possibile, invitando le persone innanzitutto ad andare a votare, non esprimendo genericamente il  proprio voto ma  indicando la preferenza attraverso il nome, affinché una forte e significativa affermazione rappresenti un segnale chiaro alla politica regionale e nazionale della nostra determinazione nel difendere e promuovere il valore della famiglia e della vita.
Ci sono mille modi in cui, se vorrai, potrai aiutarmi. Innanzitutto scrivendomi, facendomi sentire che sei con me in questo impegnativo ma appassionante cammino.
Sul piano operativo le vie da percorrere sono tante: dal diffondere le newsletter, il mio sito web: http://www.olimpiatarzia.it/ , il mio contatto su Facebook ( http://www.facebook.com/ su cui da pochi giorni sono presente), costituendo Gruppi di sostegno, di zona o d’ambiente, alla mia candidatura, suscitando adesioni ad una rappresentanza politica del Nuovo Femminismo e diffondendo il mio programma. A tal proposito abbiamo costituito una think tank, un laboratorio interdisciplinare di idee e di programmi, composta da esperti ed esponenti di alto livello della cultura e del mondo accademico, responsabili del mondo del volontariato e dell’associazionismo, tutte persone altamente qualificate e di fiducia, da anni impegnate in progetti comuni, a difesa della vita, della famiglia, del diritto di libertà educativa, della salute, del bene comune e della solidarietà, che hanno deciso di essere al mio fianco anche in questa battaglia di civiltà, per sostenermi in questo impegno per una politica dei fatti e non di parole.

Nella prolusione al Consiglio episcopale permanente, il card. Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, ha incoraggiato i cattolici in politica "ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani". Servono - ha detto - "italiani e credenti che avvertono la responsabilità davanti a Dio come decisiva per l'agire politico (…)” capaci di far fronte a quella che viene definita una “emergenza” nel nostro Paese, educativa e principalmente etica, di crisi dei “valori che costituiscono il fondamento della civiltà: la vita umana comunque si presenti e ovunque palpiti, la famiglia formata da un uomo e una donna e fondata sul matrimonio, la responsabilità educativa, la solidarietà verso gli altri, in particolare i più deboli, il lavoro come possibilità di realizzazione personale, la comunità come destino buono che accomuna gli uomini e li avvicina alla meta”.

In queste parole del Cardinale si trova la sintesi culturale del mio impegno politico e del mio programma elettorale e la ragione per cui  ho accettato di candidarmi nella Lista Civica di Renata Polverini alle imminenti elezioni regionali del 28 e 29 marzo, assumendomi la responsabilità, di fronte ai cittadini laziali, di rappresentare questi valori etici e  politici, che non sono soltanto religiosi, evangelici, ma principalmente civili; anzi, il fondamento stesso della civiltà.
 Sono certa che il popolo della vita farà sentire la sua voce.
                                                                                                                                                                                                                         Olimpia Tarzia


(L’intero testo della newsletter è pubblicato nell’homepage del mio sito web: http://www.olimpiatarzia.it/)

giovedì, marzo 03, 2005

Olimpia Tarzia newsletter


Carissima / o

desidero rivolgerti due comunicazioni importanti che ci coinvolgeranno particolarmente nelle prossime settimane.

FECONDAZIONE ARTIFICIALE

Siamo ad una svolta che possiamo definire epocale: tra pochi mesi il più piccolo figlio della comunità umana, sarà sottoposto a giudizio: essere umano o oggetto? Si, perché è proprio questo che verrà sancito attraverso l?esito dei referendum sulla legge 40 e tale responso avrà una ricaduta culturale e politica vastissima e a lungo termine. Infatti se anche solo uno dei quesiti referendari passasse, negandone la soggettività umana, l?embrione sarebbe di fatto dichiarato un prodotto, a disposizione di tutti, che può essere manipolato, congelato, vivisezionato, distrutto qualora risultasse ?difettoso?; a disposizione di tutti, soprattutto di chi ne vuol fare oggetto di commercio, come ?materiale organico?, dalle industrie farmaceutiche a quelle di cosmesi e quant?altro.

La posta in gioco è altissima e richiede l?impegno di tutti, laici e cattolici, poiché non è una battaglia di religione, ma di diritti umani.

Purtroppo ben sappiamo come il diritto alla vita, in questa nostra epoca, viene spesso negato da un certo laicismo assolutista e fondamentalista, dal quale anzi è spesso considerato una sorta di ?fissazione? dei cristiani, in cui viene, per gentile concessione, permesso di credere, purché all?interno delle segrete stanze dei conventi. I sostenitori di tale atteggiamento, ergendosi a difesa del cosiddetto ?Stato laico? dimenticano che proprio uno ?Stato laico? si basa su principi democratici che affondano le proprie radici nei diritti umani, e il primo tra i diritti umani è propriamente il diritto alla vita. Dunque uno ?Stato laico? deve difendere il diritto alla vita!

Affrontare il tema della scienza e della tecnologia rispetto ai nuovi scenari, non assume il giusto significato se non si pone al centro l'uomo, l'essere umano soprattutto nella sua fase più debole, in cui gli attacchi di una tecnologia utilitaristica, cieca e ideologica sono più forti: all'alba e al tramonto della vita. Va affrontata con serenità ma con determinazione e chiarezza la questione etica e il diritto alla vita. La scienza e la tecnica non possono viaggiare sganciate dall?etica: dallo stesso procedimento fisico si ottiene l?energia nucleare e la bomba atomica. Cos?è che ferma la comunità umana e scientifica dall?utilizzarla come bomba atomica? E? propriamente l?etica, il limite, il riconoscerlo come un male ed agire di conseguenza. La ricerca si è sempre posta dei limiti: non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente accettabile. A volte ho l'impressione che tra i cristiani vi sia una sorta di "complesso di inferiorità culturale". A volte sembra che le accuse immancabili di essere "oscurantisti, medioevali, talebani" che ci vengono rivolte quando parliamo in difesa del diritto alla vita, abbiano sortito il loro effetto intimidatorio. A chi ci accusa di essere antidemocratici perché imporremmo la nostra morale ad un stato laico, bisogna avere il coraggio di rispondere che il diritto alla vita non ha e non deve avere colore né religioso né politico. Il piccolo bambino concepito non è un "fatto politico" non è un "invenzione della chiesa": è un figlio! Il più piccolo, il più debole, il più povero, il più indifeso figlio della comunità umana.

Ciò premesso, il "popolo della vita", come il Santo Padre ci chiama nell'Evangelium vitae, è chiamato però ad una testimonianza più forte. Come rassegnarsi di fronte ai più di quattro milioni di bambini mai nati per effetto della L.194/78 che ha legalizzato l'aborto in Italia? Chi, se non il popolo della vita, potrà essere la voce di chi non ha voce, del più piccolo dei nostri fratelli, che, se verrà modificata la legge 40, rischia di essere vivisezionato, buttato in un lavandino se, malauguratamente "non perfetto", considerato non degno di vivere, in quanto la sua "qualità di vita" sarebbe inaccettabile? E quali sono i parametri sotto i quali una qualità di vita può essere considerata ?inaccettabile?? E chi lo stabilisce? Quali scenari possono aprirsi, quando il delirio di onnipotenza porta l?uomo a dominare un altro uomo, fino ad averne il potere di decisione di vita o di morte! E? il germe di una suprema violenza.

?Quale pace se non salviamo ogni vita?" così affermava Madre Teresa riferendosi proprio al piccolo concepito. Siamo dunque davvero ad una svolta epocale, che ci richiede consapevolezza, coraggio e determinazione, come ci ricorda il Santo Padre nell? Evangelium Vitae, n.95: ?Urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico per mettere in atto una grande strategia a favore della vita?.

Per ulteriori approfondimenti sulla legge 40 e sui referendum ti invito a visitare il mio sito: http://www.olimpiatarzia.it/fecondazione.html



ELEZIONI REGIONALI



Mancano 30 giorni alla scadenza elettorale per le elezioni regionali del 3 e 4 aprile.

E? una competizione che si profila durissima e che richiede una grande mobilitazione.

Confido di averti vicino anche in questo momento e di poter contare sul tuo generoso impegno.

Tutte le battaglie intraprese e vinte in questi cinque anni, affinché il valore della famiglia e della vita fossero sempre più fulcro centrale delle politiche regionali ( e non solo), tutti gli ideali condivisi e difesi insieme, pur ciascuno dove Dio l?ha chiamato ad operare, richiedono in questo momento un particolare impegno per continuare ad affermarsi e ad ancor più rafforzarsi.

Quotidianamente cogliamo quanto le leggi abbiano una ricaduta culturale e dunque quanto, stando lì dove si fanno le leggi, si può ottenere un duplice obiettivo: quello sociale di aiuto concreto alle famiglie e quello educativo di diffondere una cultura per la vita.

E? la mia esperienza di questi anni al Consiglio Regionale ed è motivo per cui con rafforzata consapevolezza e convinzione mi ricandido e ti chiedo di aiutarmi.

Il materiale di diffusione sarà pronto per la prossima settimana, ma, nel frattempo, è importante attivare una fase preparatoria più efficace possibile in termini di visibilità. Il tempo, infatti, è veramente poco. A tal proposito ti chiedo anche, se possibile, di far pervenire alla Segreteria elettorale, sita in Viale Libia 174 (tel./fax: 06.86.03.545) i nominativi e i recapiti di persone che pensi possiamo coinvolgere in questo impegno. Ti ricordo che il mio collegio elettorale è Roma e provincia.

Inoltre, per coloro che volessero incontrarmi personalmente, puoi segnalare che, collegandosi col mio sito (www.olimpiatarzia.it), si possono riscontrare nell?agenda di marzo i miei spostamenti su Roma e provincia.



La segreteria elettorale è attiva tutti i giorni dalle 10,00 alle 18,00, in Viale Libia 174, al numero telefonico sopra riportato.



Voglio ringraziarti per quanto stai facendo e farai, attraverso le modalità che riterrai più opportune, affinché io possa continuare a difendere e promuovere, con sempre maggior forza, all?interno della Regione Lazio, i valori in cui crediamo.



Un caro saluto

Olimpia Tarzia

venerdì, gennaio 14, 2005

Olimpia Tarzia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

NEWSLETTER n. 1/2005


Carissima / o


SCUOLA DI FORMAZIONE POLITICA


Vorrei sottoporre alla Tua attenzione la Scuola di Formazione Politica "Il valore della famiglia e il diritto alla vita nel cuore dell'impegno politico" da me organizzata e diretta. La sessione generale inizierà il 24 gennaio con una lezione di S. E. Mons. Rino Fisichella sul tema dei cattolici in politica e si chiuderà con un intervento di Giuliano Ferrara. E' una iniziativa che ritengo molto importante e che da tempo e da più parti mi era stata sollecitata, perché in questo momento di tale e tanto relativismo etico è bene che soprattutto i giovani ricevano un bagaglio culturale adeguato a contrastare gli infiniti attacchi che quotidianamente vengono scagliati contro la famiglia, la vita umana e la dignità della persona.



Dalla Spagna abbiamo avuto dimostrazione di quanto è pericoloso questo clima di relativismo etico: Zapatero ha inflitto una sequenza di offese del tutto inaudita contro quelli che sono i fondamenti stessi della nostra società, mediante la presentazione di leggi che hanno già realizzato o realizzeranno il divorzio lampo, l'aborto anche oltre il terzo mese di gravidanza, il matrimonio tra persone omosessuali con diritto di adozione, l'eutanasia, la sperimentazione sugli embrioni umani.



Quando proviamo a rispondere a questi attacchi ci viene detto che i nostri sono "scrupoli di cattolici", e che non abbiamo il diritto di interferire con la nostra fede nello stato laico. Ma questo è un ragionamento del tutto insensato: quando parliamo di difesa della vita non stiamo trattando di argomenti di fede. Quando affermiamo che la vita umana va difesa dal concepimento non stiamo cercando di imporre una particolare visione etica della Chiesa o un dogma di fede, ma di rispettare quello che è un dato oggettivo antropologicamente e biologiamente fondato; come pure la tutela e la promozione della famiglia fondata sul matrimonio non può essere considerata appannaggio dei soli cattolici, né riguarda la sfera privata dei singoli individui, ma la difesa della vita e della famiglia rappresentano istanze primarie per l'intera società. Tali valori pertanto non possono essere avulsi dall'azione politica e legislativa.



Proprio per questo è doveroso preparare e formare le giovani generazioni per accrescerne la consapevolezza, la competenza in materia e la determinazione per il raggiungimento degli obiettivi.



La sessione generale è così strutturata:



Lunedì 24 gennaio 2005

"L'anestesia generale e il risveglio delle coscienze" Nota dottrinale "Circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica"

Lunedì 7 febbraio 2005

Identità e ruolo della famiglia

Lunedì 21 febbraio 2005

Diritto alla vita fondamento della democrazia

Lunedì 7 marzo 2005

"La solidarietà e la dottrina sociale della Chiesa"

Lunedì 21 marzo 2005

La scuola e la libertà di scelta educativa

Lunedì 4 Aprile 2005

Mass Media e cultura dominante



Gli incontri si terranno presso l?Istituto Nazareth ? Via Cola di Rienzo 140, Roma - dalle ore 18.30 alle ore 20.30.



Sul mio sito www.olimpiatarzia.it troverai il depliant con il programma dettagliato.



Tra pochi giorni (giovedì 20 p.v.) si chiuderanno le iscrizioni, poiché la scuola è a numero limitato. Ti prego di darne la massima diffusione soprattutto tra i giovani.



Le adesioni devono essere inviate o per mail all'indirizzo o.tarzia@tiscali.it oppure per fax allo 06/8603545





LEGGE SULLA FECONDAZIONE ARTIFICIALE



Ed ora un breve aggiornamento sul tema della fecondazione artificiale.



Come sai, la legge 40 ("Norme in materia di procreazione medicalmente assistita"), approvata lo scorso febbraio, sta subendo una serie di attacchi da più parti. Da un lato c'è il fronte referendario guidato dai Radicali, sostenuto dai DS e dalla sinistra in generale (esclusa parte della Margherita) più alcuni parlamentari della maggioranza; dall'altra il fronte dei "mediatori", per lo più nelle fila della maggioranza, che pur di non andare al referendum hanno presentato proposte di modifica del testo tutte peggiorative.



Ecco il quadro generale che abbiamo di fronte:



- 5 referendum, che se la Consulta riterrà ammissibili, si terranno tra il 15 Aprile e il 15 Giugno, di cui uno totalmente abrogativo, sostenuto dai Radicali, gli altri 4 parzialmente abrogativi ma ugualmente deleteri perché qualora fossero approvati reintrodurrebbero:

la possibilità di clonare gli embrioni e crioconservarli;

la possibilità di stimolare nella donna la produzione di un numero di ovuli superiore a tre;

la facoltà di non impiantare tutti gli embrioni fecondati;

l'apertura alla fecondazione eterologa sia in forma che esplicita, che implicita (consentendo cioè che si possa procedere alla fecondazione assistita anche nei casi di coppie non sterili):

la totale cancellazione di tutti i diritti del concepito.



- 6 proposte di modifiche di legge presentate, quattro al Senato e due alla Camera, a firma dei senatori Rollandin (Gruppo per le Autonomie), Dentamaro (Udeur), Tomassini (FI), Amato (Misto) e dei deputati Palumbo (FI) e Mantini (Margherita). Tutte queste ipotesi di modifica sono da rigettare ugualmente perché in un modo o nell'altro cercano di reinserire le stesse inaccettabili liceità a cui puntano i referendum parziali.



Non ho difficoltà ad affermare che la legge 40 rappresenta da ogni punto di vista una sorta di ?linea del Piave?, assolutamente invalicabile, perché il venire meno dei suoi punti fondamentali significherebbe svuotare di significato l?intera legge. Perché sulla vita umana non possiamo ammettere ?deroghe?. Qui c?è in ballo il tipo di società futura in cui vivranno i nostri figli, e su certe questioni fondamentali di natura etica non è possibile scendere a compromessi.



Si sono invece costituiti 8 comitati contro questi referendum: Movimento per la vita, il Forum delle Associazioni familiari, Comitato per la tutela della ricerca scientifica, Comitato per la difesa dell'articolo 75 della Costituzione, Comitato per la difesa della Costituzione, Comitato per la tutela della salute della donna, Umanesimo integrale, Consulta nazionale antiusura. Tutti hanno parlato, attraverso i loro legali, il 10 gennaio davanti alla Corte Costituzionale per convincere la Corte della oggettiva inammissibilità costituzionale dei quesiti referendari.



Anche il Governo si è schierato contro i 5 referendum, e ha mandato in sua vece presso la Consulta l'Avvocato Generale dello Stato, per ricordare ad essa che i quesiti sono in palese contrasto con una serie di trattati internazionali già in vigore.



Sempre tenendo ben presente che la legge 40 non è la legge dei cattolici, perché sul piano etico è chiaro che l'unica legge accettabile sarebbe stata una legge che vietasse qualunque tipo di fecondazione artificiale, sia omologa che eterologa, è altrettanto chiaro che è dovere morale operare per limitare al massimo gli effetti perversi del far west procreatico, e quindi questa legge approvata dal Parlamento diventa una legge utile, degna di essere difesa con ogni sforzo, anche da noi cattolici.



E' necessario infatti squarciare il fitto velo di equivoci e smascherare le infinite menzogne diffuse da gran parte dei media in questi mesi sull'argomento. Vanno quindi moltiplicate le occasioni di incontro per fare chiarezza in materia, e per questo sono a tua disposizione, per ogni evento, dibattito, conferenza che vorrai organizzare, utile a difendere il valore della vita e ribadire i concetti espressi finora che stanno a cuore a tutti noi.







Ti ringrazio per la fattiva collaborazione e invio un affettuoso augurio di buon anno a Te e alla Tua famiglia!









Olimpia Tarzia

martedì, novembre 23, 2004

Riforma dei Consultori familiari

(riceviamo e volentieri pubblichiamo, dalla cara Olimpia Tarzia)

Carissima / o,

La legge regionale di riforma dei consultori familiari da me presentata ad inizio legislatura è ormai in dirittura di arrivo. Oggi in Commissione Sanità sono stati approvati i primi articoli. Entro la fine dell?anno il Lazio avrà una nuova legge che darà nuova linfa ai consultori. Oggi sono stati approvati articoli di grande importanza e innovativi. Innanzitutto viene prevista l?erogazione da parte della Regione di contributi economici al fine di disincentivare il ricorso all?interruzione volontaria della gravidanza da parte di donne che versano in situazione di disagio economico (prima Regione in Italia ad intervenire in questo modo). Inoltre vengono riconosciute iniziative per garantire la partecipazione attiva e propositiva delle famiglie e delle associazioni familiari e di volontariato nella programmazione, nell?organizzazione e nella gestione del servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità. Viene poi stabilita una nuova classificazione dei consultori che riconosce pari dignità ai consultori gestiti dalle Asl o da altri enti pubblici e consultori promossi e gestiti da Enti privati attraverso il riconoscimento e l?accreditamento. Tra le funzioni del consultorio è prevista anche l?educazione al rispetto della vita umana fin dal concepimento e interventi di assistenza diretta sotto il profilo psicologico, sociale, legale e sanitario volti a rimuovere le cause che potrebbero indurre la donna ad interrompere la gravidanza.

Questi sono solo alcuni aspetti di questa nuova legge che vuole restituire ai consultori la loro funzione primaria che è quella sociale di fare un servizio alla famiglia, alla maternità e alla paternità responsabile e che vuole porre un freno alla tendenza ormai diffusa secondo cui i consultori si sono trasformati in presidi sanitari la cui principale attività risulta essere quella di rilascio di certificati di aborto. La battaglia sarà ancora durissima: l'opposizione ha presentato oltre 150 emendamenti e dunque il lavoro in commissione sarà estremamente impegnativo, senza considerare poi lo scontro finale in Aula che presumo sarà della stessa intensità che vi fu per la legge sulla famiglia.

Ti terrò aggiornato sui prossimi sviluppi, ma anticipando la mia prossima newsletter desideravo intanto darti questa bella notizia.

Olimpia Tarzia

giovedì, maggio 13, 2004

newsletter n.6 del Movimento per la Vita Italiano

Ricevo e volentieri publbico dalla parlamentare Olimpia Tarzia del Movimento per la Vita:

Carissimo/a,

mercoledì 5 u.s. il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato, in prima lettura, gli articoli 5 e 6 dello Statuto riguardanti i diritti fondamentali e lo sviluppo civile e sociale.

Come sai, è proprio su questi articoli che si è concentrato il mio impegno, sia nella fase preliminare in Commissione, sia successivamente nel dibattito in Aula, per raggiungere alcuni obiettivi importanti riguardanti la famiglia e la vita.

Innanzitutto voglio ringraziare tutti coloro che hanno voluto rispondere al mio appello di una visibile testimonianza, aderendo alle istanze da me presentate: davvero tantissime sono state, infatti, le e-mail e le lettere che, nei giorni precedenti al dibattito, mi sono pervenute.

Dunque i risultati ottenuti li devo anche a te, alla tua vicinanza, alla tua condivisione convinta.

Sono lieta infatti di comunicarti che abbiamo raggiunto 4 obiettivi su 5!

Nello Statuto Regionale, infatti, all?art.6 si legge: ?Per il raggiungimento dei propri fini di sviluppo civile e sociale, la Regione:

1) riconosce i diritti della famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio e la sostiene nell?adempimento della sua funzione sociale

2) promuove lo sviluppo dell?istruzione in ogni sua forma e grado, della formazione professionale e della cultura, garantendo il diritto allo studio e la libertà di scelta educativa

3) agevola e sostiene le iniziative di utilità sociale poste in essere da associazioni e da organizzazioni di solidarietà e di volontariato

Inoltre, è stata anche accolta la mia richiesta di inserire un articolo aggiuntivo relativamente

4) all?Osservatorio permanente sulle famiglie .

Peccato che la nostra gioia non possa essere piena; infatti, all?art.5 sui diritti fondamentali il massimo ottenuto è stato: ?La Regione riconosce il primato della persona e della vita?.

Certo nelle leggi regionali tale primato può e deve essere declinato nella concretezza. A tale proposito, infatti, nella legge n.32/?01 sulla famiglia, nell?introdurre il quoziente familiare, ricorderai che abbiamo ottenuto che tra i componenti della famiglia vi fosse anche il figlio concepito e la tutela della maternità e del bambino non ancora nato è fortemente presente nella mia proposta di legge di riforma dei consultori familiari che mi auguro venga presto approvata.

Ma il mio emendamento allo Statuto, riguardante la tutela della donna in gravidanza e del figlio concepito, avrebbe certamente rafforzato tale concetto.

Autorevoli componenti della mia maggioranza mi hanno chiesto di ritirarlo, poiché imponeva una visione eccessivamente di parte (?!) . Tale richiesta si è fatta sempre più pressante, pur sapendo che non sarei mai stata disposta a ritirarlo.

Ho cercato di far comprendere a ciascuno di loro l?alto valore in gioco e la grande aspettativa in tal senso, ottenendo, alla fine, l?adesione di 16 consiglieri che hanno voluto apporre la loro firma al mio emendamento. Ho continuato ad avere lunghi e fitti colloqui con molti, anche dell?opposizione, per i quali l?ostacolo insormontabile erano le parole: ?figlio concepito? (forse che una donna in gravidanza non lo è di un figlio? E di che altro, se no?)

Infine, in Aula, il Presidente, pur dichiarando di considerarsi idealmente firmatario del mio emendamento, ha affermato che, mi sarebbe stato molto grato,se avessi rinunciato a tale emendamento per consentire di arrivare ad uno Statuto ?condiviso?.

Ho risposto che non l?avrei ritirato e ne ho argomentato il motivo, chiedendo un voto di coscienza, al di là degli schieramenti politici: la condivisione sarebbe stata possibile solo se da un lato ci fossero stati più convinzione e coraggio e dall?altro meno intolleranza ideologica.

In un?Aula semideserta (presenti solo 6-7 consiglieri della maggioranza e gran parte dell?opposizione), l?emendamento è stato respinto per uno scarto di due voti.

Non ti nascondo l?amarezza e so di condividerla con te: mentre intervenivo in Aula avevo, però, nel cuore la forza del tuo sostegno e negli occhi le tante mamme in difficoltà per una gravidanza che si sono rivolte ai nostri centri di aiuto alla vita chiedendoci di aiutarle a salvare il proprio bambino.

Ma non dobbiamo scoraggiarci!

Sono convinta che quanto è avvenuto ha costretto molti a riflettere e a doversi assumere le responsabilità del proprio comportamento e poi, comunque, lo Statuto non ha completato il suo percorso, essendo solo la prima lettura.Del resto spesso ci ripetiamo quanto ?urgono una generale mobilitazione delle coscienze e un comune sforzo etico per mettere in atto una grande strategia a favore della vita? (E.V. n° 95) e questo vale per tutti i contesti, particolarmente per l?ambito politico che non può rimanere neutrale di fronte al diritto alla vita!



Colgo l?occasione di questa mia per darti un?altra importante comunicazione: Carlo Casini, Presidente del Movimento per la vita italiano, si candida nell?UDC alle prossime elezioni europee del 12 ? 13 giugno p.v. per il Collegio elettorale del Centro (Lazio, Toscana, Umbria e Marche).

Certamente già conoscerai il suo impegno, concretizzatosi anche nelle Aule Parlamentari, prima italiane (dal 1979 al 1994) e poi europee (dal 1984 al 1999).

Ben sappiamo quanto oggi, nell?attuale contesto culturale, sia necessario ed urgente un forte e convinto impegno per porre al centro della politica il valore della vita umana e della famiglia, a tutti i livelli istituzionali, dai Consigli comunali, provinciali, regionali al Parlamento italiano ed europeo.

Nell?ambito dell?Unione Europea si stanno affermano preoccupanti tendenze nemiche del diritto alla vita e dell?istituto familiare e, più in generale, della visione cristiana, tendenze che vanno contrastate e vinte attraverso la tenacia di un lavoro parlamentare quotidiano..

Se condividi con me queste riflessioni ti chiedo di aiutarmi nel grande sforzo di mobilitazione necessario per far sì che Carlo Casini, uomo che ha speso la sua vita per la vita, possa essere presente laddove si decide se l?Europa deve essere solo quella dell?euro e degli interessi o anche, e soprattutto, quella della persona umana, dei diritti dell?uomo, delle radici cristiane e dell?azione per la pace e la giustizia.

Per questo mi sento di chiederti di partecipare a questa sfida, molto, molto difficile, poiché i tempi sono scarsissimi e i mezzi ancora meno: l?unica forza che abbiamo è la convinzione personale capace di ?contagiare? chi ci sta intorno.

A tale proposito stiamo organizzando quattro incontri per quattro diverse zone di Roma.

Gli incontri si svolgeranno tutti alle ore 18.oo nei seguenti luoghi:

17-05 mun. II ? III ? IV ? V ? XX Istituto Cristo Re Via Acherusio 71 ( Bus: 310 ? 56)

18-05 mun VI ? VII ? VIII ? IX - X Istituto Maria Immmacolata Via Tor de? Schiavi 150 (Bus: 213 ? 14 ? 5)

19-05 mun XI ? XII - XIII Collegio Serafico Via del Serafico 1 (metro B Laurentina)

20-05 mun I ? XV ? XVI ? XVII ? XVIII - XIX Sala conferenze S. Gioacchino P.za dei Quiriti 17 (Bus: 30 ? 70 ? 81) Metro A Lepanto

Agli incontri saremo presenti sia io che Carlo Casini. Spero tanto che tu possa esserci, e che porterai con te tutti quelli che vorrai coinvolgere in questo impegno nel tuo territorio.

Già da ora comunque, presso la segreteria per l?ufficio elettorale per Roma e provincia : viale Libia 174 - 00199 Roma , tutti i giorni, dalle 9 alle 19 al n° 06 8600242 c?è un punto di riferimento fisso per ogni esigenza o informazione riguardanti la campagna elettorale .

Ti ringrazio per tutto quello che potrai fare.

Olimpia Tarzia

giovedì, dicembre 11, 2003

Ricevo e volentieri pubblico

La dottoressa Olimpia Tarzia del Movimento per la Vita mi ha spedito questa e-mail che volentieri posto sul mio blog:

Carissima/o,

alle 10.30 di questa mattina il Senato della Repubblica ha approvato la Legge sulla Fecondazione Artificiale.

Ha vinto la ragione sulla intolleranza ideologica.

L’approvazione della Legge sulla Fecondazione artificiale rappresenta una svolta di grande portata culturale nella politica italiana.

Hanno prevalso, come deve essere in una corretta visione della giurisprudenza, i diritti del più debole e indifeso: il piccolo concepito, che vedrà in questa legge tutelati il suo diritto alla vita e la sua dignità umana.

Ha prevalso un nuovo femminismo a dispetto di chi ossessivamente ripeteva che questa legge era contro le donne; si è affermata una nuova, trasversale rappresentanza politica di milioni di donne che nel nostro paese testimoniano nel silenzio la profonda alleanza tra la donna e la vita concepita; si è affermato il vero specifico femminile che è di porsi sempre dalla parte dei più deboli.

Ha prevalso la scienza libera e onesta che, in mezzo a tante menzogne, ha saputo riaffermare ciò che è inoppugnabilmente, scientificamente dimostrabile: che un essere umano è tale sin dal concepimento e come tale va difeso nei suoi primari diritti.

Sono uscite sconfitte le lobby economiche che sulla pelle delle donne e dei bambini hanno usato tutti i mezzi, montando una gran cassa mass mediatica mai vista, pur di non perdere guadagni impressionanti provenienti dallo sfruttamento della sofferenza delle coppie sterili.

Si è affermato un nuovo percorso culturale politico che vede l’etica riferimento imprescindibile per l’azione politica.

Questa non è la legge dei cattolici, poiché è bene ribadirlo, l’unica legge buona per i cattolici sarebbe stata quella che vieta ogni forma di fecondazione artificiale; ma è una legge che salvaguarda un principio fondante per l’azione del legislatore: ottenere, nell’attuale contesto storico sociale e politico, il maggior bene possibile

Desideravo comunicarti subito questa notizia poiché, oltre i timori e le preoccupazioni degli scorsi giorni, tu possa condividere con me oggi questo momento importante.

Un caro saluto

Olimpia Tarzia