martedì, agosto 08, 2006

Giusto per...

...dire che sono ancora vivo! Sto solo cercando il tempo di scrivere qualche cosa, ma gli impegni sono TROPPPIIIIII... :)
A presto!

venerdì, dicembre 30, 2005

En espanol! Olè!

¡Feliz Navidad!

Que sea este Año Nuevo motivo de muchas felicidades, alegrías, paz y esperanza de éxito y prosperidad.

¡Mis mejores deseos para ti y los tuyos!

giovedì, dicembre 29, 2005

Qualcuno che scrive bene...

(...) Questo è solo l?inizio di una storia che come vedremo nel seguito della narrazione durò più di trent?anni, si tratta di fatti realmente accauti di cui nessuno oramai nega più la veridicità, anche se per alcuni settori del nostro schieramento politico la condanna alle azioni di questi presunti rivoluzionari arrivò tardiva e dopo molte giustificazioni.
Una buona ricostruzione storica dovrebbe essere scevra di riflessioni personali, ma come voi avrete modo di fare le vostre anche io mi sento in diritto di fare le mie. L?avventura rivoluzionaria delle brigate rosse distrusse la vita di tante persone in quegli anni ed solo l?ennesima dimostrazione che, quando con tutte le buone intenzioni del mondo si cerca di modificare la struttura della società per porre fine alle tante ingiustizie che vi si annidano partendo dall?ideale comunista, inevitabilmente si cade nella violenza e nella prevaricazione.
Il comunismo è una forma di pensiero che rende impossibile l?esistenza pluralismo, tutto ciò che si oppone alla realizzazione del sogno socialista va eliminato anche se si tratta del più pacifico degli uomini, basta veda le cose in modo e diventa un bersaglio. Il comunismo non può essere parte del processo di formazione di una società democratica, è per parola dei suoi stessi cultori una forma di società a se stante e aimè per nulla deocratico.
Mi sforzerò comunque di continuare in questo raconto nel modo più distaccato possibile, vi sono molte vicende che valgono la pena di essere raccontate, storie di uomini che stavano dall?altra parte che non vanno dimenticati, eroici martiri nella lotta all?ennesima follia scatenata in nome di uno straccio rosso.

(tratto da Otimaster)

L'anno che verrà

La Repubblica è uno dei giornali più letti in Italia, superato solo dal Corriere della Sera. Ma mentre quest'ultimo è spesso più autorevole, preciso, equilibrato nei giudizi e nelle notizie, Repubblica mi sembra fazioso, schierato sempre e comunque a sinistra, esagerato nei toni e nel giustificare l'appartenenza della linea editoriale, spesso materialista ed atea, improponibilmente volto a difendere tutta quella ideologia che rappresenta, sostenuta in Italia dagli scranni di governo.

Si dirà, dall'edicolante ci sono delle abitudini e dei gusti oramai consolidati che premiano queste scelte, ma online dovrebbe essere diversa la situazione. Purtroppo, online la Repubblica è molto consultato, ma c'è anche un motivo, penso, perché ciò accade: è il popolo delle blogstar (e dei blog in generale) che la cita moltissimo, riproponendo gli articoli del quotidiano di Scalfari nei loro ragionamenti e nei loro temi, portando l'attenzione a ricondursi sempre a sinistra, quasi fosse il loro totem, la loro coperta di linus, il loro emblema filosofico, fino agli "scandali" urlati contro la parte avversa salvo poi ritornare indietro con la coda fra le gambe e gettando acqua sul fuoco.

Ciò trae origine dall'anomalia italiana (te pareva?) delle blogstar, che sono spesso orientate a sinistra, se si eccettuano pochissime eccezioni. Questo sbilanciamento ha portato alla situazione paradossale, nella quale siamo costretti a leggere un continuo bombardamento di ideologia soltanto per un evidente superiorità numerica, dovendo andare pure a leggere, per poi provare fastidio e magari pure rabbia, le stesse cose cucinate in salsa editoriale, dalla Repubblica e company.

In parte è anche colpa nostra: si, noi moderati, noi non passivizzati dalle ideologie staliniste, marxiste, atee, noi insomma che tentiamo di non fare mai di tutta l'erba un fascio, di non generalizzare mai il discorso su "tutto" e "niente", contrari ai totalitarismi, alle dittature come alle anarchie, noi però sulla blogosfera non facciamo molto per cambiare questo stato di "conduzione" da parte dei blog che hanno un successo molto maggiore. Sono lì ogni volta con i loro post melliflui, sottilmente intelligenti, ma quanta intelligenza sprecata, al servizio di un libertinismo da macelleria, pronto a lasciar andare tutto, tendente al minimalismo, pur di essere nella scia del pensiero debole ma "contro", pronti a smantellare qualsiasi volontà di raddrizzare la situazione, di esprimere proposte, di valorizzare qualche principio etico.

Ecco, noi tutti dovremmo metterci una mano sulla coscienza e dirci: allora, è questo l'anno nuovo che verrà? Diamoci da fare.