martedì, ottobre 20, 2009

Il popolo della rete e le etichettature

A proposito dei Macchianera Blog Awards, un post pienamente condivisibile:

Nelle categorie, se vogliamo, meno tecniche e un po' più filosofiche del premio a vincere è stato soprattutto un sentimento anticlericale, a partire dal vincitore assoluto, quel Spinoza il quale oltre che filosofo olandese del '600, esponente del razionalismo e precursore dell'Illuminismo, è anche il titolo di un blog davvero intrigante nei suoi aforismi, ma che, insieme ad alcuni vignettisti ed altri autori di successo (tra cui Paul the Wine Guy, che ha chiuso il blog dopo la premiazione, e Leonardo), fa dello spregio alla cultura cristiana una delle loro cifre.

Dunque orientamenti chiaramente anticattolici. È un dato importante? Per quelli che votano forse no. Ma per chi osserva da fuori si.

Perché non è la rete ad apparire anticlericale, ma le persone che ne fanno un utilizzo più sociale. Questo significa che esse rappresentano tutti? Ovviamente no. Ma hanno un indicatore in comune: un'ideologia anticristiana che appare chiusa, quando non ostile, ad ogni confronto. Allora come cristiano sono portato ad interrogarmi, sulla distribuzione, sull'importanza e sulla diffusione di tale sentimento sulla rete, perché è in qualche modo condiviso ed accettato da questa parte che più è attiva e propositiva nell'ambiente telematico e nel mondo della comunicazione.

Va riscontrato, nei fatti, che questo "sottinsieme di pensiero" non rispecchia però la reale distribuzione di idee, di valori e di dialogo del popolo della rete.

(da Il popolo della rete e le sue etichettature dell'amico Luciano Giustini)

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